Aglio e cancro

aglio

L’aglio (Allium sativum) è tradizionalmente consumato per il suo sapore peculiare e per i benefici che apporta alla salute. Esempi di condizioni patologiche nelle quali è stato suggerito che tale vegetale sia prezioso sia in termini di prevenzione che di trattamento includono trombosi, infezioni microbiche, dismetabolismo di lipidi e carboidrati, ipertensione e cancro (Milner, 2001). I componenti che rendono l’aglio unico fra i vegetali sono i composti organo-sulfurici (OSC), molecole contententi zolfo la cui sintesi si basa su complesse reazioni chimiche che si svolgono a partire dalla γ-glutamil-cisteina , molecola contenuta in grande quantità nei bulbi intatti di questa pianta. Dall’idrolisi e dalla ossidazione di quest’ultima e dei suoi derivati vengono sintetizzate alcune molecole liposolubili, quali il solfuro di allile (DAS), il disolfuro di diallile (DADS) e il trisolfuro di allile (DATS). Alcune delle evidenze più convincenti che legano l’aglio ed i suoi costituenti all’attività anti-cancro arrivano da studi pre-clinici, in quanto gli studi epidemiologici sono ancora esigui. Tuttavia, alcuni dati indicano una minor incidenza di tumori in individui che consumano quotidianamente aglio (Filomeni, 2008).
La gran parte dei lavori pubblicati prima del 1990 riportano che gli gli effetti principali dei composti solfurici derivati dall’aglio sono connessi ad un’attività antiossidante e detossificante. Per esempio, l’uso di solfuri purificati dall’aglio o estratti del medesimo vegetale, in combinazione con composti cancerogeni, diminuisce gli effetti mutageni di tali molecole. Tuttavia la struttura chimica e la reattività dei solfuri di allile spinge a favore di una loro attività pro-ossidante. In particolare, disolfuri e polisolfuri di allile possono portare direttamente alla produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), alcuni radicali liberi, tramite le reazioni che determinano la scissione omolitica del loro legame disolfuro. Tale evento porta alla formazione di radicali tiolici che reagiscono rapidamente con il glutatione (GSH) formando radicali solfurici i quali a loro volta riducono l’ossigeno molecolare (O2), producendo ROS.
Tra i vari OSC il più studiato è il disolfuro di diallile, in quanto è uno tra i più abbondanti composti liposolubili dell’aglio (rappresenta circa il 60% di tali composti). Cellule tumorali trattate con il DADS esibiscono aumentati i livelli intracellulari di ROS, i quali portano conseguentemente a danni di natura ossidativa, a carico di proteine e DNA. Successivamente il trattamento con DADS porta ad un arresto del ciclo cellulare e all’induzione dell’apoptosi (morte cellulare) (Filomeni, 2008), suggerendo quindi la validità dell’utilizzo di composti derivati dall’aglio nella prevenzione di queste patologie.